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June 17
Quell' Imbarazzante Somiglianza con la Legge Acerbo
Fino a oggi nessuno o quasi ha accostato la legge elettorale che uscirebbe da una vittoria dei sì al referendum alla legge Acerbo approvata dal fascismo nel 1923, che ebbe la prima e ultima applicazione l' anno seguente. Eppure le somiglianze tra le due leggi sembrano piuttosto evidenti. La legge fascista assegnava i due terzi dei seggi alla Camera (il Senato era all' epoca di nomina regia) al partito che avesse ottenuto almeno il 25 per cento dei voti. Analogamente, una vittoria del referendum Segni-Guzzetta farebbe attribuire la maggioranza assoluta dei seggi non più (come ora) alla singola lista bensì al singolo partito che ha avuto più voti. E questo senza la necessità di superare alcun quorum, com' era invece il caso della legge Acerbo che almeno imponeva di raggiungere un quarto dei suffragi perché il premio previsto potesse scattare. Avvicinandosi ormai la data della consultazione referendaria, nelle file dell' opposizione sono aumentati i dubbi sull' opportunità di votare sì. Eppure, l' obiezione di quanti, dopo aver sostenuto il referendum, sono passati ad avversarlo sembra basarsi soprattutto su considerazioni pratiche, utilitaristiche: oggi come oggi la nuova legge elettorale prodotta da una vittoria del fronte referendario non solo darebbe la maggioranza assoluta al PdL ma (grazie alla sua alleanza con la Lega in Parlamento) fornirebbe all' attuale presidente del Consiglio i numeri per riformare la Costituzione senza dover poi sottostare all' alea di un eventuale referendum popolare (che già una volta bocciò una riforma costituzionale del centrodestra). Nessuno sembra invece intenzionato ad utilizzare l' argomento polemico della effettiva somiglianza tra la eventuale nuova legge elettorale e quella preparata a suo tempo dal fascista Acerbo. E se ne può intuire la ragione. Fino ad oggi è capitato più volte che esponenti dell' opposizione accostassero il governo attuale al Ventennio, Berlusconi a Mussolini. Ma sarebbe un po' imbarazzante dichiarare che una vittoria dei sì darebbe forse a quel paragone un fondamento obiettivo, del quale però Berlusconi stesso - referendario dell' ultima ora - non potrebbe in alcun modo essere incolpato. October 27
a regà...è scandaloso...già Pietro Calamandrei,giornalista,giurista,politico e docente universitario di italiano,aveva previsto cosa sarebbe accaduto alla scuola pubblica...incredibile...leggete e vedete kuanto sia attuale e pericoloso tutto ciò... e cmq ora come ora cè solo una cosa da fare...manifestare contro questo governo!
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
"Scuola Democratica, 20 marzo 1950"
April 24 Ecco il VOSTRO nuovo premier...perchè il mio di certo non lo è...
Il mio paese, la mia Italia, non può avere un PREGIUDICATO MAFIOSO come capo del governo!!
Accusato di:
1. corruzione sul lodo Mondadori; 2. Caso All Iberian: 1,23 miliardi di lire in tangenti al PSI di Craxi; 3. Caso Lentini: falso in bilancio; 4. Caso All Iberian 2: assolto poichè il reato non fu più previsto dalla legge in seguito alle riforme del secondo governo Berlusconi; 5. Consolidato Finivest; 6. Spartizione pubblicitaria Rai - Finivest; 7. TRAFFIC0 DI DROGA!!! 8. Falso in bilancio, FRODE fiscale, appropriazione indebita sui DIRITTI TELEVISIVI; 9. Mazzette a David Mills, CORRUZIONE GIUDIZIARIA; 10. Falsa testimonianza sul caso P2; 11. Indagato come MANDANTE insieme a Dell'Utri delle stragi del 1992/1993 contro Maurizio Costanzo, PAOLO BORSELLINO e GIOVANNI FALCONE; 12. Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo;
Un CRIMINALE non può essere PREMIER!!!!!! Il mio paese non può essere governato da un uomo che possiede:
* Medusa Cinema * Mediaset * AC Milan * Mediolanum Banca * Mondadori * Blockbuster * il quotidiano 'Libero' * il quotidiano 'Il Giornale'
Non può un premier controllare le fonti d'informazione NAZIONALI! Non può un premier, attraverso le leggi AD PERSONAM, evitare un processo giudiziario ed ARRICCHIRSI. Non può un premier essere associato ad un partito INDEGNO chiamato LEGA NORD, il quale considera i concittadini del Sud come FECCIA, e che in un' altra nazione d'Europa verrebbe immediatamente eliminato (dato che si fonda su principi fascio-razziste!).
QUESTO VECCHIO NON PUO' ESSERE IL MIO PREMIER!!!! ORA + KE MAI:BERLUSCONI NANO DEMMERDA SARÀ QUESTA LA TUA FINE:
 March 17 la ciucca (i ratti della sabina)
Chiuso in una stanza con tre bottiglie di vino intorno a me una volta era piene e ora son vuote chi lo sa perchè? Ho la testa che mi gira e sembra che voli fino al cielo, per poi ricadere giu di botto ma il botto, quello è vero. Perchè avevo provato ad alzarmi ma son caduto sul pavimento, forse, domani farà un pò male ma per ora son contento e, cosi sdraiato, mi domando: "ma chi sarà mai stato, quel grande genio che nel passato il vino se l'è inventato?" Per trovare la risposta, forse è meglio continuare a bere perchè forse s'è nascosta nel fondo del bicchiere ma di risposte non ne ho trovate e la mia testa ora è come un mare mosso e questo vino mi piace proprio perchè è come me, è rosso! January 15
Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza per i defunti andare al Cimitero. Ognuno ll'adda fà chesta crianza; ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno, di questa triste e mesta ricorrenza, anch'io ci vado,e con dei fiori adorno il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
St'anno m'é capitato 'navventura... dopo di aver compiuto il triste omaggio. Madonna! si ce penzo,e che paura!, ma po' facette un'anema e curaggio.
'O fatto è chisto,statemi a sentire: s'avvicinava ll'ora d'à chiusura: io,tomo tomo,stavo per uscire buttando un occhio a qualche sepoltura.
"Qui dorme in pace il nobile marchese signore di Rovigo e di Belluno ardimentoso eroe di mille imprese morto l'11 maggio del'31"
'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto... ...sotto 'na croce fatta 'e lampadine; tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto: cannele,cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce stava 'n 'ata tomba piccerella, abbandunata,senza manco un fiore; pe' segno,sulamente 'na crucella.
E ncoppa 'a croce appena se liggeva: "Esposito Gennaro - netturbino": guardannola,che ppena me faceva stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo... chi ha avuto tanto e chi nun ave niente! Stu povero maronna s'aspettava ca pur all'atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero, s'era ggià fatta quase mezanotte, e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero, muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.
Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano? Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia... Penzaje:stu fatto a me mme pare strano... Stongo scetato...dormo,o è fantasia?
Ate che fantasia;era 'o Marchese: c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano; chill'ato apriesso a isso un brutto arnese; tutto fetente e cu 'nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro... 'omuorto puveriello...'o scupatore. 'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro: so' muorte e se ritirano a chest'ora?
Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo, quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto, s'avota e tomo tomo..calmo calmo, dicette a don Gennaro:"Giovanotto!
Da Voi vorrei saper,vile carogna, con quale ardire e come avete osato di farvi seppellir,per mia vergogna, accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va,si,rispettata, ma Voi perdeste il senso e la misura; la Vostra salma andava,si,inumata; ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso la Vostra vicinanza puzzolente, fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso tra i vostri pari,tra la vostra gente"
"Signor Marchese,nun è colpa mia, i'nun v'avesse fatto chistu tuorto; mia moglie è stata a ffa' sta fesseria, i' che putevo fa' si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento, pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".
"E cosa aspetti,oh turpe malcreato, che l'ira mia raggiunga l'eccedenza? Se io non fossi stato un titolato avrei già dato piglio alla violenza!"
"Famme vedé..-piglia sta violenza... 'A verità,Marché,mme so' scucciato 'e te senti;e si perdo 'a pacienza, mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...
Ma chi te cride d'essere...nu ddio? Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?... ...Muorto si'tu e muorto so' pur'io; ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".
"Lurido porco!...Come ti permetti paragonarti a me ch'ebbi natali illustri,nobilissimi e perfetti, da fare invidia a Principi Reali?".
"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!! T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella che staje malato ancora e' fantasia?... 'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo, trasenno stu canciello ha fatt'o punto c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme: tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo, suppuorteme vicino-che te 'mporta? Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo à morte! November 02 Bè riekkime kuà(da aprile a novembre ne passa de tempo...)co sto intervento me vorrei toglie un pò de sassolini nella scarpa ke c'ho da un pò di tempo...spero ke la gente nn ce rimanga male...è solo a titolo informativo...
tante volte alcune persone se scordano delle amicizie e ce passano sopra,senza fregaje niente della gente ke gli ha dato consigli e gli è stato vicino nei momenti di difficoltà cn consigli
oppure tante volte passa il tempo e ci si scorda de ki co te ne ha passate tante e sta ancora là come no scemo a pensà "ma ke jo fatto ke nn se fa più senti?"
vabbè dopo sta specie de intervento ke ho scritto (anke se nn se capisce bn ho cercato de scrive kuello ke penso) volevo kiede scusa a veronica x kuello ke ho scritto sul tema (spero me xdoni )
cmq prima de chiude l'ultimo intervento (credo) del 2007 ne approfitto x fa l'auguri di buon anno( sti cazzi se è 2 novembre,ma tanto credo ke prima del 2008 nn lo aggiorno il blog! ) e volevo lascià kuella che secondo me è la poesia ke meglio descrive il mio stato d'animo di adesso...
I.
Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco, sopra alcuni bizzarri e strani volumi d'una scienza dimenticata; mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando - d'un tratto, sentii un colpo leggero, come di qualcuno che leggermente picchiasse - pichiasse alla porta della mia camera. -- « È qualche visitatore - mormorai - che batte alla porta della mia camera » -- Questo soltanto, e nulla più.
II.
Ah! distintamente ricordo; era nel fosco Dicembre, e ciascun tizzo moribondo proiettava il suo fantasma sul pavimento. Febbrilmente desideravo il mattino: invano avevo tentato di trarre dai miei libri un sollievo al dolore - al dolore per la mia perduta Eleonora, e che nessuno chiamerà in terra - mai più.
III.
E il serico triste fruscio di ciascuna cortina purpurea, facendomi trasalire - mi riempiva di tenori fantastici, mai provati prima, sicchè, in quell'istante, per calmare i battiti del mio cuore, io andava ripetendo: « È qualche visitatore, che chiede supplicando d'entrare, alla porta della mia stanza. « Qualche tardivo visitatore, che supplica d'entrare alla porta della mia stanza; è questo soltanto, e nulla più ».
IV.
Subitamente la mia anima divenne forte; e non esitando più a lungo: « Signore - dissi - o Signora, veramente io imploro il vostro perdono; « ma il fatto è che io sonnecchiavo: e voi picchiaste sì leggermente, « e voi sì lievemente bussaste - bussaste alla porta della mia camera, « che io ero poco sicuro d'avervi udito ». E a questo punto, aprii intieramente la porta. Vi era solo la tenebra, e nulla più.
V.
Scrutando in quella profonda oscurità, rimasi a lungo, stupito impaurito sospettoso, sognando sogni, che nessun mortale mai ha osato sognare; ma il silenzio rimase intatto, e l'oscurità non diede nessun segno di vita; e l'unica parola detta colà fu la sussurrata parola «Eleonora!» Soltanto questo, e nulla più.
VI.
Ritornando nella camera, con tutta la mia anima in fiamme; ben presto udii di nuovo battere, un poco più forte di prima. « Certamente - dissi - certamente è qualche cosa al graticcio della mia finestra ». Io debbo vedere, perciò, cosa sia, e esplorare questo mistero. È certo il vento, e nulla più.
VII.
Quindi io spalancai l'imposta; e con molta civetteria, agitando le ali, si avanzò un maestoso corvo dei santi giorni d'altri tempi; egli non fece la menoma riverenza; non esitò, nè ristette un istante ma con aria di Lord o di Lady, si appollaiò sulla porta della mia camera, s'appollaiò, e s'installò - e nulla più.
VIII.
Allora, quest'uccello d'ebano, inducendo la mia triste fantasia a sorridere, con la grave e severa dignità del suo aspetto: « Sebbene il tuo ciuffo sia tagliato e raso - io dissi - tu non sei certo un vile, « orrido, torvo e antico corvo errante lontanto dalle spiagge della Notte « dimmi qual'è il tuo nome signorile sulle spiagge avernali della Notte! » Disse il corvo: « Mai più ». (1)
(1) In inglese è «no more» che ha molto del gracchiare del corvo.
IX.
Mi meravigliai molto udendo parlare sì chiaramente questo sgraziato uccello, sebbene la sua risposta fosse poco sensata - fosse poco a proposito; poichè non possiamo fare a meno d'ammettere, che nessuna vivente creatura umana, mai, finora, fu beata dalla visione d'un uccello sulla porta della sua camera, con un nome siffatto: « Mai più ».
X.
Ma il corvo, appollaiato solitario sul placido busto, profferì solamente quest'unica parola, come se la sua anima in quest'unica parola avesse effusa. Niente di nuovo egli pronunziò - nessuna penna egli agitò - finchè in tono appena più forte di un murmure, io dissi: « Altri amici mi hanno già abbandonato, domani anch'esso mi lascerà, come le mie speranze, che mi hanno già abbandonato ». Allora, l'uccello disse: « Mai più ».
XI.
Trasalendo, perchè il silenzio veniva rotto da una risposta sì giusta: « Senza dubbio - io dissi - ciò ch'egli pronunzia è tutto il suo sapere e la sua ricchezza, « presi da qualche infelice padrone, che la spietata sciagura « perseguì sempre più rapida, finchè le sue canzoni ebbero un solo ritornello, « finchè i canti funebri della sua Speranza ebbero il malinconico ritornello: « Mai, - mai più ».
XII.
Ma il corvo inducendo ancora tutta la mia triste anima al sorriso, subito volsi una sedia con ricchi cuscini di fronte all'uccello, al busto e alla porta; quindi, affondandomi nel velluto, mi misi a concatenare fantasia a fantasia, pensando che cosa questo sinistro uccello d'altri tempi, che cosa questo torvo sgraziato orrido scarno e sinistro uccello d'altri tempi intendea significare gracchiando: « Mai più ».
XIII.
Così sedevo, immerso a congetturare, senza rivolgere una sillaba all'uccello, i cui occhi infuocati ardevano ora nell'intimo del mio petto; io sedeva pronosticando su ciò e su altro ancora, con la testa reclinata adagio sulla fodera di velluto del cuscino su cui la lampada guardava fissamente; ma la cui fodera di velluto viola, che la lampada guarda fissamente Ella non premerà, ah! - mai più!
XIV.
Allora mi parve che l'aria si facesse più densa, profumata da un incensiere invisibile, agiato da Serafini, i cui morbidi passi tintinnavano sul soffice pavimento, - « Disgraziato! - esclamai - il tuo Dio per mezzo di questi angeli ti à inviato « il sollievo - il sollievo e il nepente per le tue memorie di Eleonora! « Tracanna, oh! tracanna questo dolce nepente, e dimentica la perduta Eleonora! Disse il corvo: « Mai più ».
XV.
- « Profeta - io dissi - creatura del male! - certamente profeta, sii tu uccello o demonio! - - « Sia che il tentatore l'abbia mandato, sia che la tempesta t'abbia gettato qui a riva, « desolato, ma ancora indomito, su questa deserta terra incantata « in questa visitata dall'orrore - dimmi, in verità, ti scongiuro - « Vi è - vi è un balsamo in Galaad? dimmi, dimmi - ti scongiuro. - Disse il corvo: « Mai più ».
XVI.
- « Profeta! - io dissi - creatura del male! - Certamente profeta, sii tu uccello o demonio! « Per questo Cielo che s'incurva su di noi - per questo Dio che tutti e due adoriamo - « dì a quest'anima oppressa dal dolore, se, nel lontano Eden, « essa abbraccerà una santa fanciulla, che gli angeli chiamano Eleonora, « abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Eleonora ». Disse il corvo: « Mai più ».
XVII.
- « Sia questa parola il nostro segno d'addio, uccello o demonio! » - io urlai, balzando in piedi. « Ritorna nella tempesta e sulla riva avernale della notte! « Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia della menzogna che la tua anima ha profferita! « Lascia inviolata la mia solitudine! Sgombra il busto sopra la mia porta! Disse il corvo: « Mai più ».
XVIII.
E il corvo, non svolazzando mai, ancora si posa, ancora è posato sul pallido busto di Pallade, sovra la porta della mia stanza, e i suoi occhi sembrano quelli d'un demonio che sogna; e la luce della lampada, raggiando su di lui, proietta la sua ombra sul pavimento, e la mia, fuori di quest'ombra, che giace ondeggiando sul pavimento non si solleverà mai più!
a,ancora un'ultima cosa...chiarè te chiedo scusa se sti giorni kuà a roma nn te stai a divertì kuando stai co me...nn lo faccio apposta...è ke nn so ke c'ho...spero ke tu nn ce rimanga male...ricorda ke ti voglio bene April 01 bella regà ieri so annato ar cinema a vede 300 co francesco stafano e marco e devo di ke dopo frank miller (autore di sceneggiature per il cinema e fumettista) è veramnte un genio...pe favve n'idea vedete sin city e 300 e capirete anke voi...cmq ieri ha giocato anke la roma e devo dire ke il milan nn ce sta più come skuadra...ormai è annata...hanno segnato grazie ad una punizione su un fallo inesistente...vabbè cmq la roma ha espresso un gran calcio e so fiducioso in vista de mercoledì
Bellaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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